Come si prepara il pane di pasta madre?

mercoledì, luglio 5th, 2017

Alcuni, come me, ne vanno matti, altri non lo sopportano, ma certamente è una gran soddisfazione prepararlo: il pane di lievito madre. Il pane di lievito madre ha un sapore acidognolo che lo rende molto piacevole, è un pane più compatto e rimane buono più a lungo delle pagnotte di pane di farina bianca del panettiere.

Da piccola la mamma del mio migliore amico preparava sempre questo pane, che mi riporta quindi un po’ alla mia infanzia; lei ci spalmava sopra il burro di arachidi e ce lo dava a pranzo interrompendoci nelle nostre avventure per i boschi. Una storia dal tono molto olandese, nella quale sicuramente non molte persone si riconosceranno (“Pane e burro di arachidi a pranzo? Ma veramente?”, quante volte me lo sono sentita dire!), ma che comunque mi sembra carina da menzionare.

Ho creato il mio lievito madre varie altre volte, tra l’adolescenza e oggi. Il procedimento è davvero semplice, basta un po’ di pazienza (e a volte anche un pizzico di fortuna). Ho pensato di descriverlo qua, per chi non avesse mai provato. Se tenuto bene e “nutrito” a dovere, il lievito madre potrebbe durarvi per secoli. Il mio, purtroppo, non è mai sopravvissuto molto più di un paio di settimane. Chissà, forse questa è la volta buona?

Ovviamente, sul pane potete metterci cosa volete, ma se vi capita, una fettina con il burro di arachidi 100% provatela, è davvero buono! (tenete a portata di mano un bicchiere d’acqua, per mandare giù il tutto!)

 

L’occorrente
800 g ca. di farina integrale
1l/1,5l di acqua tiepida (in tutto)
Un barattolo che possa contenere all’incirca 200 ml di starter
Carta da cucina
Elastico
Ciotole grandi per impastare

 

pane pasta lievito madre

 

Preparazione dello starter.

Ti serviranno 120 ml di acqua tiepida (tendente al caldo), e 100 ml di farina integrale (o bianca per panificazione) e mezzo cucchiaino di zucchero di canna (preferibilmente crudo).
– GIORNO 1. Mischia gli ingredienti elencati qui sopra in una ciotola e versali in un barattolo. Copri con un pezzo di carta da cucina (potrete fissarlo con un elastico) e mettilo in un posto in casa dove non c’è aria o corrente.
– GIORNO 2. Versa il contenuto del barattolo in una ciotola. Buttane via metà e aggiungi due cucchiai da cucina di acqua tiepida (sempre tendente al caldo), mischia bene e aggiungi due cucchiai di farina integrale. Mischia, copri e lascia di nuovo riposare.
– GIORNO 3, 4 e 5. Ripeti quel che hai fatto il giorno 2. Noterai sempre più bolle apparire prima sulla superficie, poi in tutto il barattolo.
– GIORNO 5 o 6 (dipende se vedete che lo starter è proprio pieno di bolle e ben lievitato oppure non ancora). Lo starter è pronto per essere utilizzato per fare il pane!

 

pane pasta lievito madre

 

Il giorno prima della cottura del pane.

Il giorno antecedente alla cotture versa il contenuto del barattolo in una ciotola grande. Pulisci il barattolo con acqua calda.

Aggiungi alla ciotola 150 ml di acqua tiepida e 150 g di farina integrale.
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Prendi alcuni cucchiai di impasto e versali nel barattolo pulito.

Copri la ciotola con l’impasto rimanente e lascia fermentare tutta la notte.

Ora puoi riporre il barattolo con lo starter in frigo e da adesso potrai “nutrirlo” (segui il procedimento del giorno 2) circa una volta a settimana, e utilizzarlo come qui di seguito ogni volta che vorrai fare un nuovo pane.

 

pane pasta lievito madre

 

Il giorno della cottura del pane.

Al mattino, mischia in una ciotola 400 g di farina integrale e una manciatina di sale (circa un cucchiaio da cucina).

In un’altra ciotola, più grossa, mischia lo starter preparato il giorno prima con circa 150 ml di acqua tiepida. A questo miscuglio bagnato aggiungi lentamente la farina (col sale).

Mischia bene, eventualmente con le mani. Controlla la consistenza, se troppo asciutta aggiungi a poco a poco dell’acqua, se troppo bagnata aggiungi un po’ di farina.

Copri e lascia lievitare per 15 minuti. Passati i 15 minuti, impasta prendendo le estremità del pane e portandole all’interno (per circa un minuto). Lascia lievitare altri 15 minuti e impasta nuovamente. Lascia lievitare un’altra volta per 15 minuti e impasta nuovamente.

Copri il tavolo (o una tavola per impastare) con un po’ di farina e impasta il pane finché si forma una pagnotta omogenea. Metti l’impasto in un cestino da lievitazione (se non l’hai, puoi metterlo anche nella ciotola, facendo attenzione a spolverare il fondo con un po’ di farina). Copri e lascia lievitare finché l’impasto non sarà il doppio della grandezza iniziale (potrà metterci circa 3-6 ore, dipende dalla temperatura).

 

pane pasta lievito madre

 

Inserisci nella parte inferiore del forno una piccola pirofila (dove metterai dell’acqua in seguito). Accendi il forno, preriscaldandolo a 220 °C. Disponi l’impasto del pane su una teglia coperta con la carta da forno.

Abbassa la temperatura a 190 °C. Versa un bicchiere d’acqua della pirofila e inserisci la teglia nella parte di mezzo del forno. Fai cuocere per circa 40 minuti, controllando ogni tanto il pane facendo attenzione che non si bruci. Se picchietti leggermente sul pane e senti un rumore vuoto/asciutto, il pane sarà pronto. Se invece il rumore è ancora umido/pieno, allora dovrai continuare la cottura ancora per alcuni minuti.

Togli dal forno e lascia raffreddare.   

 pane pasta lievito madre

 

In conclusione

Dopo aver letto tutta questa Divina Commedia penserai che il processo sia piuttosto lungo. In effetti, la prima volta lo è; dovrai creare lo starter, dovrai sperimentare con le quantità e le modalità, e solo dopo cinque giorni potrai cominciare a fare veramente il pane.

Ma quando avrai il tuo barattolo con lo starter ad aspettarti nel frigo, il processo si accorcerà significativamente, e il pane lo potrai fare nell’arco di un giorno e mezzo/due.

In ogni caso, la soddisfazione di mangiare il pane fatto in casa è inesplicabile. Speriamo solo che ora non mi muoia lo starter.



Le migliori applicazioni per uno stile di vita sano

giovedì, giugno 29th, 2017

In questo articolo elencherò e spiegherò brevemente l’utilizzo delle mie tre applicazioni, per uno stile di vita sano, preferite. Non troverete schede di esercizi fisici, né applicazioni conta-calorie perché, a mio parere, sono inutili; la cosa che mi piace di queste app, è che sono estremamente semplici da utilizzare e non contengono alcuna pubblicità, sono semplicemente degli attrezzi utilissimi da usare quando ne hai bisogno.

Bando alle ciance, ecco le tre applicazioni che uso quotidianamente.

 

App stile di vita sano App stile di vita sano App stile di vita sano

Happy Cow. Non smetterò mai di ripeterlo: un’ applicazione fantastica. La mia applicazione preferita mentre viaggio, essenzialmente si tratta di una mappa di tutti i ristoranti vegani, vegetariani o con scelte vegetariane.

Aprendo Happy Cow potrai scegliere in quale categoria cercare (Vegan, Vegetarian, Veg-Options, Stores+more; vedi immagini), oppure se vuoi puoi vedere tutto ció che c’è nei dintorni puoi cliccare “See Everything Nearby”.

Inoltre, nella barra in basso, potrai cercare, ad esempio, città che hai intenzione di visitare. Così facendo puoi pianificare i tuoi viaggi; infatti potrai salvare le tue destinazioni e i ristoranti che ti attirano maggiormente in una cartella “Viaggi” (“Trips”, in inglese).

Quando apri la pagina di un ristorante vedrai subito a quale categoria appartiene, se è attualmente aperto, quanto è distante, in quale fascia di prezzo cade e quante stelle riceve dai clienti. Ci sarà una piccola introduzione al ristorante lasciata dal primo cliente che ha aggiunto il ristorante, seguita dalle recensioni e foto dei clienti che hanno visitato. Una mappa mostrerà esattamente dove si trova il ristorante, e cliccandoci sopra verrà aperto Maps, per permetterti di darti indicazioni stradali immediatamente.

 

App stile di vita sano App stile di vita sano App stile di vita sano

Calm. Quando i pensieri diventano un po’ troppi, affannanti e pesano sul tuo benessere quotidiano; quando senti che hai bisogno di un momento per tornare in te, presente e tranquillo (“calm”, appunto), a lasciare fluire via i pensieri, questa è l’applicazione ideale per farlo.

Cominciare a meditare non è semplice. Fare attenzione al respiro, cercare di rimanere presente e non farti trasportare dalle mille idee che ti passano per la testa può rendere difficile anche solo provarci, perché siamo portati a dire subito “che stupidaggine, non funziona” (anche io l’ho detto). Questa applicazione vi offre un corso guidato di sette giorni che ti introdurrà al mondo della meditazione. Ti verrà spiegato ogni giorno, da una voce rilassante, in che posizione metterti, come respirare, ecc. Potrai scegliere lo sfondo musicale adatto a te oppure scegliere di meditare in silenzio; il suono di una campana ti avvertirà quando la meditazione è finita.

Dopo aver finito la settimana introduttiva, potrai scegliere di provare da solo con una meditazione a tempo (suonerà una campana quando finisce, e puoi scegliere di meditare da 1 minuto a 8 ore), oppure di meditare finché vuoi (una campana ti ricorderà di rimanere presente).

Oltre alla prima settimana di introduzione alla meditazione, ci sono varie altre meditazioni guidate. Ad esempio, puoi provare il “Body Scan”, “Forgiveness”, oppure “Loving-Kindness”. Queste sono gratis e puoi provarle quando vuoi.

Se vuoi seguire altri “corsi”, quali il corso per dormire meglio, quello per calmare l’ansia, o quello per concentrarti maggiormente, questi saranno a pagamento (€ 4,99 al mese per un abbonamento annuale, €12,99 al mese per un mensile una tantum). Personalmente mi sono regalata un abbonamento annuale perché ero molto curiosa di sentire gli altri corsi. Sinceramente trovavo ripetessero molto quello che viene detto nel corso gratis di base, e quindi non consiglierei espressamente di comprarlo. Devo dire però che da quando mi è scaduto l’abbonamento, sono cambiate molte cose all’interno della app. Sono state aggiunte, ad esempio, meditazioni per bambini, meditazioni da fare mentre cammini, e altre molto interessanti. A voi la scelta.

 

App stile di vita sano App stile di vita sano App stile di vita sano

Daily Dozen. Semplicissima app creata dal team del Dott. Greger, autore di “How Not To Die” (da leggere!). Ti aiuta a tenere a mente quali sono i cibi che dovresti mangiare quotidianamente (spoiler: nessun prodotto di origine animale).

I gruppi sono i seguenti: verdure crucifere (broccoli, cavolo, cavolfiore, cavolo verza, cavolini di bruxelles,..), verdure a foglia verde (spinaci, lattuga, cavolo riccio,..), altre verdure (asparagi, zucchine, pomodori, cipolle,..), legumi (fagioli, lenticchie, tofu, ceci,..), bacche (fragole, lamponi, mirtilli, more, ma anche uva e uvetta), altra frutta (arance, mele, pesche, kiwi, limoni,..), semi di lino, noci, spezie, grani integrali (riso integrale, quinoa, cereali, pasta, pane,..), movimento fisico e acqua.

A primo impatto sembrerà una suddivisione un po’ strana, ma dopo aver letto il libro risulterà chiarissimo cosa intende il Dott. Greger (ad esempio, perché semi di lino e verdure crucifere formano gruppi a se stanti).

Potrai semplicemente spuntare le porzioni che hai già assunto oggi per tenere d’occhio se stai assumendo la nutrizione che il tuo corpo necessita. Per me, la prima regola rimane: ascolta il tuo corpo, ma credo che questa applicazione dia delle linee guida molto interessanti e importanti.



Due mesi senza internet (o quasi)

venerdì, giugno 16th, 2017

due mesi senza internet

Alla vigilia dell’installazione di una connessione nella nostra nuova casa, ho riesumato il computer per raccontarvi com’è stato vivere senza Internet (o quasi) per due mesi.
Stavolta non è stata una sfida che mi sono lanciata, è semplicemente com’è andata: siamo tornati a vivere in Italia a fine Aprile, poco dopo abbiamo trovato una fantastica casa, e adesso dobbiamo aspettare di poterci connettere a Internet. Un appuntamento che si è lasciato un po’ attendere, ma che mi ha fatto capire quanto io dia per scontato che mi possa connettere quando e dove voglio. Ho deciso di prenderla come uno studio sociale su di me stessa: sono stata curiosa di vedere come cambia la mia vita se non ho a disposizione continuamente una connessione.

In Olanda mi ero abituata a fare tutto su Internet: guardare i film, ascoltare musica, controllare com’è messo il mio conto in banca, e sì, anche cercare lavoro. Tutto questo è risultato più difficile negli ultimi due mesi, ma vi anticipo già che in un modo o nell’altro siamo riusciti lo stesso.

Devo premettere che io sono una persona che sta continuamente attaccata al computer. Non sono una fan di Facebook, ma Instagram è uno dei miei passatempi preferiti. Sto sempre a lavorare alle mie foto e a cercare di creare un blog carino (questa volta ho cominciato finalmente a scrivere in italiano!), e controllo se mi sono arrivate e-mail almeno dieci volte al giorno. Mi considero a un livello di dipendenza medio-alta. Quindi un bel soggetto sul quale fare uno dei miei studi.

Bene, ecco a voi il risultato delle mie osservazioni.

  • Faccio tutto con più attenzione. Stavo lavando i piatti l’altro giorno e mi sono resa conto con quanta più cura e tranquillità li lavassi. Ogni sera pulisco i fornelli e il lavandino, asciugo tutto e metto tutto a posto. Solitamente non vedo l’ora di fiondarmi sul divano e guardarmi una serie su Netflix.
  • Non sono poi così dipendente quanto credessi. Non ho crisi di astinenza e non guardo il cellulare in continuazione. Vorrei poter usare e controllare e postare di più su Instagram, ma non ne faccio un problema (first world problems, right?)
  • Vivo più il momento. Non penso tutto il tempo a fare foto per Instagram stories e mi godo quel che succede intorno a me.
  • Ho molta ispirazione genuina per il blog. Sono sempre piena di idee creative, ma molte volte sono idee che vengono ispirate dal quel che fanno altri. Adesso, invece, quando mi vengono delle idee sono più originali.
  • Menomale che esiste Internet! In tutto e per tutto sono felice che la connessione a Internet esista. Grazie a Internet ho conosciuto persone, ho imparato cose che a scuola non avrei mai imparato, e posso sfogare la mia creatività e mostrare le mie fotografie.

In conclusione, penso sia interessante vedere come la mia attenzione e interesse verso l’esterno crescono quando Internet non è disponibile, e voglio assolutamente dare priorità all’affrontare questo aspetto quando tornerò a potermi connettere. Non mi piace essere distratta e non fare tutto al 100% e cercherò sicuramente di cogliermi sul fatto e correggermi. Come ho detto nell’ultimo punto, però, credo che Internet sia un mezzo indispensabile, perché connette persone e idee, e se lo usi correttamente, può essere un posto molto positivo dove condividere la tua arte, i tuoi pensieri e le tue passioni.

Siete mai stati per un periodo senza internet? Avete notato differenze? Pensate che potreste resistere una settimana senza potervi connettere? Raccontatemi la vostra esperienza!



Latte di Mandorle al Cacao

mercoledì, giugno 7th, 2017

A volte vorrei proprio tornare bambina, voi no? Quando ti arrivano le bollette, ad esempio. Oppure quando ti notificano che la tua disiscrizione dal comune dove abitavi fino a Gennaio in Olanda non è stata ricevuta e che quindi devi pagare mute e contromulte. Bé, questa è una di quelle giornate, quindi ho deciso che per oggi voglio tornare bambina.

Come quando a giugno l’unico problema era la mamma che ti chiedeva di uscire dall’acqua dopo tre ore passate a nuotare nel fiume. Oppure quando ti diceva che non dovevi entrare in casa con i piedi sporchi di fango e dovevi andare fino al rubinetto per sciacquarti i piedi. Oggi torno a quei giorni.

E in una giornata così, fatta di piedi nudi e fragole mangiate direttamente dalla pianta, ci sta un bel bicchiere di latte al cioccolato. Latte di mandorla, ovviamente. L’ho fatto e l’ho bevuto, e mi sono sentita bambina, con i baffi sopra il labbro.

Latte Mandorle Cacao

Latte Mandorle Cacao

Latte Mandorle Cacao

Latte Mandorle Cacao

Latte di Mandorle al Cacao

Per 1 litro
100 g mandorle sgusciate
1 l acqua
un cucchiaio da cucina di cacao in polvere, non zuccherato
agave o zucchero di canna, quanto basta

Mettere le mandorle ammollo in una ciotola per una notte.
Il mattino dopo sciacquare le mandorle e versarle nel frullatore.
Aggiungere circa 1 l di acqua e frullare.
Aggiungere cacao e agave e frullare ancora un attimo.
Assaggiare, e se manca un po’ di agave, aggiungerne ancora un po’ e rifrullare.
Conservare in una bottiglia chiusa in frigo, fino a cinque giorni.
Si puó creare un po’ di schiuma in superficie dopo un po’ in frigo, che potete semplicemente togliere con un cucchiaino.

 



Il nostro primo orto

mercoledì, maggio 24th, 2017

Non so se vi ricordate; anzi, forse non ne avete nemmeno mai sentito parlare. Da piccola avevo alcuni libri della serie “Il mio primo libro..”. Uno intitolato all’incirca “Il mio primo libro sulla Terra” che parlava del sistema solare, della Terra e da cosa è costituita, eccetera. Un altro si chiamava “Il mio primo libro del Natale” e illustrava le tradizioni più disparate delle varie culture durante il periodo natalizio. Era tutto spiegato in modo semplice e molto chiaro, e tutto era reso interessante dalle illustrazioni.

Ecco. Io e Roberto abbiamo appena finito di piantare “il nostro primo orto”. Pensavo di condividere con voi quel che imparo, sulle stagioni, sulle piante, sulla loro crescita e gestione, in una serie che segue vagamente le tracce dei libri “Il mio primo..”, semplice, chiaro e conciso, magari stellato da piccole curiosità.

Ovviamente essendo il nostro primo orto, impareremo durante il percorso; magari qualche pianta morirà e altre daranno frutti favolosi. Sono curiosa, e voglio documentare e condividere con voi passo per passo questo viaggio.

orto

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Per cominciare questa serie voglio raccontarvi un po’ com’è nato il nostro orto: in fretta e furia, appena in tempo per la stagione estiva.

Ci siamo trasferiti in questo piccolo paesino nelle montagne dell’entroterra ligure a fine Aprile. Non sapevamo ancora se avremmo fatto in tempo a fare l’orto quest’anno, ma dopo aver messo a posto alcune delle cose in casa, entrambe eravamo attratti dall’idea di riuscire a fare crescere almeno qualcosa. Abbiamo cominciato dalle piantine in casa e sul terrazzo. Perlopiù piante ornamentali ed erbe aromatiche.

Intanto i nostri vicini e amici in paese ci parlavano delle loro zucchine e dei pomodori che avrebbero piantato quest’anno; così abbiamo ceduto. A pochi passi da casa abbiamo trovato un pezzo di terra da coltivare, e una mattina siamo andati e abbiamo cominciato a vangare.

La terra era strepitosamente morbida in confronto a quella alla quale ero abituata dai miei genitori. Sembrava quasi semplice vangare quella terra nella quale non era stato coltivato niente per tre anni.

Il terreno si trova su due livelli (chiamate “fasce” in Liguria); uno piccolo, circondato solo da vigne, e uno più grande, sul quale crescono anche degli alberi da frutto. Abbiamo cominciato dalla ‘”fascia” piccola. Dopo aver vangato, abbiamo tolto erbacce, resti di altre piante e pietre. Poi abbiamo formato dei “letti” per le nostre piante, e abbiamo cominciato a pensare cosa ci volevamo piantare.

Dopo aver chiesto ai nostri genitori a grandi linee cosa si potesse piantare e come, siamo andati alla ricerca delle nostre prime piantine. Abbiamo riempito un letto di lattuga, che dopo esser stata piantata, sembrava stesse per morire. Per fortuna, è bastato un poco di acqua dopo il calare del sole per farla ravvivare e riprendere. Pensavamo la nostra prima pianta stesse già per lasciarci le penne.

Il secondo letto è un misto di peperoncino ciliegino (che abbiamo erroneamente comprato, pensando fosse pomodoro ciliegino), fagiolini, e melanzana. Nel terzo letto regnano due maestose piante di peperone, uno giallo e uno rosso.

Nel frattempo, i nostri genitori hanno capito che abbiamo questo pezzetto di terra e che amiamo passarci il tempo, e hanno cominciato a regalarci piante. Così poco dopo aver piantato le prime piante, abbiamo esteso l’orto anche alla seconda fascia. Qui abbiamo piantato zucchine trombette, cetrioli, altri fagiolini, cipolle, basilico e pomodori (ciliegino, perina e cuor di bue). Inoltre abbiamo un piccolo angolo per della rucola selvatica.

Da ieri, il nostro orto è al completo. Non pianteremo altro per quest’estate. Quindi possiamo dare il via alla seconda fase del progetto “orto”, il mantenimento, l’irrigazione, eccetera. Vi terrò aggiornati sul proseguimento di questa nostra avventura last-minute nei prossimi post. Se avete domande o suggerimenti, contattatemi. Sono curiosa di imparare.



Burger vegano di fagioli borlotti e riso

giovedì, maggio 18th, 2017

Vi devo dire la verità. Penso che tante persone si allontanino ancora più dal vegetarianismo e dal veganesimo dopo avere provato un burger veg preconfezionato. Non voglio generalizzare, perché ce ne sono di veramente buoni, ma molti burger sostituti della carne sono asciutti e la loro texture mi ricorda quella del cartone. Vedo miglioramenti continui sugli scaffali dei supermercati, quindi spero che un giorno quelli sciapi vengano sostituiti da ricette migliorate e buone, ma per adesso sono sempre in circolazione.

Alcuni onnivori accettano di mangiare un “finto” burger per curiosità. Mi piace molto questa apertura mentale nei confronti dei prodotti vegetariani e penso sia un’occasione per mostrare il meglio di quel che mangiamo. Purtroppo, però, molte volte la loro esperienza é negativa e di conseguenza anche la loro opinione nei confronti del cibo vegetariano diventa negativa. Quanto sarebbe bello, nel momento in cui accettano di mangiare un burger vegetariano, offrirgli un burger gustoso e speziato.

Ho creato questo burger proprio per questo. Roberto si stava avvicinando sempre più al vegetarianismo e volevo ricordargli che mangiare vegetariano non è assolutamente noioso. Condito con avocado (o guacamole), pomodori, olio, sale, origano, e se vi piace, con un cetriolino è perfetto per il quasi-vegetariano, l’onnivoro e il vegano. Accompagnato da una birra sotto il primo sole estivo.

 

burger vegano fagioli riso

burger vegano fagioli riso

Burger vegano di fagioli borlotti e riso
(per quattro burger grandi)

125 g noci
480 g fagioli borlotti, sciacquati e scolati
80 g riso integrale
1 cucchiaio olio EVO
50 g pane grattugiato
1 cipolla gialla, sminuzzata
1 spicchio di aglio, sminuzzato
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di timo essiccato
1 cucchiaio di basilico essiccato
1 cucchiaio di peperoncino in polvere
sale e pepe, q.b.

Servire con:
4 pz. pane da hamburger
pomodori, lattuga, cetriolini, germogli, avocado.

 

Comincia col cuocere il riso (segui le indicazioni sulla confezione), e mettilo da parte non appena cotto in modo che si possa raffreddare.
Salta le noci in padella per alcuni minuti finché ne sentirai l’odore, aggiungi cumino, timo, basilica, e peperoncino. Togli dal fuoco, mischia tutto in un frullatore e metti da parte.
Riscalda l’olio in una padella, aggiungi la cipolla sminuzzata e l’aglio e lasciali soffriggere. Metti da parte.
Frulla i fagioli nel frullatore finché diventeranno una pasta omogenea. Aggiungi il mix con le noci, il soffritto di cipolla e aglio, e il riso, e mischia. Aggiungi sale e pepe quanto basta, aggiustando il gusto.
Versa l’impasto in una grande ciotola, aggiungi pane grattugiato e mischia con le mani (pulite). Se l’impasto è troppo bagnato, aggiungo altro pane grattugiato. Dividi l’impasto in Quattro e forma Quattro burger con le mani (oppure otto burger piccolini). Schiaccia bene assicurandoti che non cadano a pezzi.
Versa un pochino di olio sul grill e mettilo a riscaldare su fuoco medio. Quando il grill è caldo, metti i burger e lasciali grigliare per 7-8 minuti da ogni lato (tienili d’occhi, perché potrebbero cuocere più velocemente, a seconda della dimensione). Servi su pane da hamburger leggermente tostato, con lattuga, pomodorini, avocado (o guacamole), cetriolini e germogli.



Banana Bread con Noci e Gocce di Cioccolato

mercoledì, maggio 17th, 2017

In Olanda, Roberto lavorava in una piccola lunchroom, dove servono caffè, panini, insalate, tè, succhi, e delle fantastiche torte. In questa lunchroom tutte le torte vengono fatte dalla mamma della proprietaria, tranne questa; questa la faceva Roberto, una torta vegan che nessuno sa individuare essere tale. Ideale da portare ad una festa, perché chiunque la assaggi rimane colpito. Devo ammettere che gli ingredienti per questo banana bread sono abbastanza cari, perciò la facciamo solo in occasioni speciali. Non volevamo usare esattamente la ricetta della lunchroom, cosí abbiamo creato un’alternativa “the evening glow”, aggiungendo gocce di cioccolato e semi di canapa e usando un mix di farine diverso.

Banana bread

Banana bread

Banana bread con noci e gocce di cioccolato

1 cup di farina di riso
1 cup di farina integrale
½ cup nettare di agave
1 cup olio di cocco
1 cucchiaino estratto di vaniglia
¼ cup latte di soia, mandorla o avena (non zuccherato)
5 banane, mature, schiacchiate
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 cup ca. di noci, tagliate a pezzetti
una manciata di gocce di cioccolato fondente
una manciata di semi di canapa
un pizzico di cannella

Preriscalda il forno a 180 °C.
Copri una forma da pane con della carta da forno.
Frulla il latte, l’olio di cocco, l’agave, la vaniglia e le banane.
In una ciotola grande mischia le farine, il bicarbonato, il lievito e la cannella.
Aggiungi il mix dal frullatore e mischia con un cucchiaio di legno.
Aggiungi noci, semi e gocce di cioccolato.
Versa nella forma e cuoci per cica 20 minuti. Controlla la torta infilandoci uno stuzzicadenti. Se esce pulito la torta è pronta!



Barrette energetiche con noci e frutta essiccata

lunedì, maggio 15th, 2017

Non saranno dietetiche, ma di sicuro queste barrette energetiche ti riempiranno e ti daranno una botta di energia nel momento in cui ne avrai bisogno. Io le ho portate alle mie colleghe quando lavoravo in negozio, durante una settimana molto stressante, intorno a Natale. Meritavano di essere viziate un po’, e sono state molto contente.

Power bars

Power bars

Power bars

Power bars

Barrette energetiche con noci e frutta essiccata
(ca. 8 barrette da 6×6 cm)
(ispirato dalle Oat Bars di Alternative Baker)

90 g burro di noci miste *
1/3 cup di nettare d’agave
1 cucchiaino di puro estratto di vaniglia
un pizzico di sale
2 ½ cup avena
½ cup mandorle intere, senza sale
50 g frutta essiccata mista (io ho usato cranberries, banane e cocco)
¼ cup semi di canapa
¼ cup gocce di cioccolato fondente

PER DECORARE
1 cup di gocce di cioccolato fondente
una manciata di scaglie di cocco disidratato
una manciata di cranberries (puoi anche usare l’uvetta)

*puoi usare anche burro di arachidi, nocciole, mandorle o anacardi.
In una scodella, mischia burro di noci, agave, estratto di vaniglia e sale, finché sarà un impasto omogeneo.
Taglia le mandorle con un coltello da cucina ben affilato e mettile da parte.
Tosta leggermente l’avena in una padella per alcuni minuti, su fuoco basso e mischiando frequentemente. Quando ne sentirai l’odore potrai toglierla dal fuoco. Versa nella ciotola con il miscuglio di burro di noci, agave e vaniglia.
Adesso tosta le mandorle finché saranno dorate. Aggiungi anche le mandorle all’impasto e aggiungi semi di canapa, gocce di cioccolato e frutta essiccata. Mischia usare le mani (pulite).
Copri una piccola teglia dal bordo alto con della carta da forno (la mia era di ca. 15×25 cm, ma non preoccupatevi se le misure sono diverse). Versa l’impasto nella teglia e distribuisci in maniera eguale, schiacciando in modo da creare delle barrette ben compatte.
Sciogli le gocce di cioccolato au bain marie. Versa nella teglia, coprendo l’impasto per le barrette e decora subito con scaglie di cocco e cranberries essiccati.
Lascia raffreddare e metti nel frigo per almeno un’ora. Taglia le barrette a quadrati o rettangoli.

 



Cous Cous Mediterraneo

venerdì, maggio 12th, 2017

Questo cous cous è una delle fantastische trovate di Roberto. Un cous cous fresco, dall’aspetto, l’odore e il sapore mediterranei, ideale da portare per un picnic nelle calde giornate di fine primavera o inizio autunno.

Il melograno è un frutto fantastico, che viene raccolto in autunno (per questo consiglio il picnic autunnale), pieno di antiossidanti (flavonoidi) e sali minerali. Inoltre, contribuiscono notevolmente all’apporto giornaliero di vitamina C, K, E.

Noi abbiamo portato questo cous cous in riva al lago quando ancora abitavamo in Olanda, nelle ultime belle giornate d’autunno, godendoci gli ultimi (e pochi) raggi di sole. Questo piatto così colorato mi mette di buon umore!

Cous Cous Mediterraneo

Cous Cous Mediterraneo

(per quattro)

200 g cous cous
200 ml acqua bollente
buccia e succo di un’arancia
succo di un limone
sale e pepe
1 C di olio EVO
50 g uvetta
1 melograno
una manciata di foglie di menta fresche

Porta l’acqua a ebollizione. Nel frattempo, versa il cous cous (ancora asciutto) in una pentola o un’insalatiera. Aggiungi succo e buccia d’arancia, succo di limone, sale, pepe e olio d’oliva. Quando l’acqua bolle, toglila dal fuoco e versala sul cous cous. Mischia bene con una forchetta, poi copri con della carta trasparente e metti da parte per 10 minuti.

Intanto, rimuovi i semi del melograno (taglia a metà il melograno e batti con un cucchiaio da cucina di legno sulla parte tonda, finché dall’altra parte usciranno automaticamente i semi. Ti consiglio di effettuare questa operazione sopra una ciotola e di avere un panno a portata di mano).

Sminuzza la menta e sciacqua l’uvetta.

Togli da plastica dal cous cous, mischia nuovamente con la forchetta per sgranare e aggiungi I semi di melograno, la menta e l’uvetta. Mischia bene e aggiungi sale, pepe, olio quanto basta. Poni in frigo per almeno mezz’ora prima di servire.



Frullato a Cioccolato e Cannella

mercoledì, maggio 10th, 2017

Il mio modo preferito di cominciare una giornata bella giornata primaverile? Con un bel frullato, semplice e veloce da fare e che in più è sano e buonissimo. Talmente buono, che ho deciso di filmare una videoricetta per farvi vedere come lo faccio. La troverete sotto alla ricetta. 

Potrete decorarlo come più vi piace. Io abitavo ancora in Olanda quando ho filmato questa ricetta e avevo a disposizione una dispensa piena di semi e altre bontà da finire prima che ci trasferissimo. Ma potete benissimo gustarlo anche così com’é o decorarlo con i semi, le noci o la frutta che avete a disposizione.

Una curiosità: sapevate che i nutrienti contenuti nei semi di lino (tra cui omega 3) vengono assorbiti più facilmente se i semi sono triturati? L’involucro dei semi di lino è molto spesso e forte e quindi è consigliabile comprarli triturati o schiacciarli al momento dell’utilizzo.

Frullato Cioccolato Cannella

Frullato a Cioccolato e Cannella

(per due)

Due banana mature
Una banana congelata (precedentemente tagliata a pezzetti)
150 ml di latte di avena non zuccherato (o altro latte vegetale)
un cucchiaio da cucina di sciroppo di datteri
un cucchiaino da caffè di cannella
due cucchiaini da caffè di cacao in polvere
due cucchiai da cucina di semi di lino tritati
un cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia puro

Per decorare:
Semi di lino
Semi di zucca
Semi di girasole
Gocce di cioccolato fondente (vegan)
Frulla tutti gli ingredienti nel frullatore. Versa in una scodella o ciotola e decora.

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