Marmellata di susine – Ricetta

lunedì, luglio 9th, 2018

Sono una divoratrice di frutta. La mangio a ogni ora del giorno e probabilmente ne mangio più di chiunque io conosca. Per questo motivo, non accade molto spesso che io abbia abbastanza frutta per fare della marmellata, di solito la mangio tutta. Ma quando la settimana scorsa mia suocera mi ha detto di guardare l’albero di susine nel loro orto, ho desistito. Non sarei mai capace di mangiare tante susine (sai che mal di pancia!). L’albero era completamente sommerso, piegato un due dal peso dei bellissimo frutti giallognoli. Così, armati di un cesto e di un cuginetto che adora arrampicarsi, siamo andati a raccogliere tutte le susine che stavano nel cesto.

La sera successiva mi sono messa all’opera e ho finalmente fatto della marmellata da tenere per quest’inverno. In realtà ho già usato la metà su due crostate (presto troverete la ricetta qui!) e quindi posso attestare che è veramente buona: né troppo dolce, né troppo acidula. Trovate la ricetta qui sotto.

marmellata susine

marmellata susine

Marmellata di susine
(circa tre barattoli da 200 ml)

1200-1300 grammi di susine (denocciolate)
300 grammi di zucchero grezzo di canna
succo di mezzo limone

Cominciate col denocciolare le susine. Ci vorrà un po’, quindi mettetevi comodamente sul divano a guardare una serie.
Ponete le susine denocciolate in una pentola capiente dai bordi alti e aggiungete lo zucchero.
Mescolate e lasciate macerare per almeno mezz’ora.
Mettete la pentola sul fuoco ed aspettate che il composto arrivi ad ebollizione.
Continuate a mescolare di tanto in tanto con un cucchiaio di legno per far sì che non si bruci la marmellata.
Quando comincia a bollire, abbassate la fiamma al minimo (se necessario cambiate anche fornello). Il composto deve continuare a bollire, molto moderatamente, per 45 minuti. Tenete d’occhio la marmellata e ogni tanto mischiate.
Nel frattempo, sterilizzate i barattoli (io li ho messi in forno a 110 gradi per 20 minuti), ma trovate altri modi di sterilizzare i barattoli qui.
Passati i 45 minuti, togliete la pentola dal fuoco. Aspettate alcuni minuti prima di versare nei barattoli. Chiudete i barattoli con i coperchi, ma non stringete troppo. Mettete i barattoli a raffreddare col coperchio in giù.
Per controllare che sia avvenuto il sottovuoto, provate a schiacciare la parte superiore del tappo. Se non farà il solito rumore “click-clack”, il sottovuoto sarà avvenuto con successo.



Tingere tessuti con metodi naturali

martedì, maggio 29th, 2018

Erano anni che volevo provare a tingere dei tessuti con un metodo naturale e finalmente ho trovato il pretesto perfetto. Abbiamo già tanti piccoli body bianchi per il nostro piccolino, così volevo provare a tingerne uno di un colore molto naturale. Ultimamente adoro il giallo ocra, così il mio obiettivo originale era di colorarlo di questo colore, ma come tutti i metodi naturali, anche questo è imprevedibile e il risultato è stato un bel color rosa albicocca leggero.

Qui sotto vi spiego come ho fatto a tingere questo body. Questo tessuto è in 100% cotone, se utilizzate altre tipologie, come ad esempio il lino o la lana, il risultato sarà diverso. Fatevi sorprendere. Molti altri fattori influenzeranno il risultato, quindi non aspettatevi esattamente lo stesso colore che ha preso questo body (come ho detto, io cercavo di tingerlo di un colore simile all’ocra).
Notate anche che io non ho utilizzato alcun mordente (come il sale), che avrebbe potuto dare un colore più vivace, proprio perché volevo un colore soffice e non troppo intenso. Se volete, quindi, aggiungete anche due cucchiai di sale.

 

tinture naturali

tinture naturali

Occorrente

la buccia di 5-7 cipolle gialle grandi
una pentola in alluminio che utilizzerete solamente per tingere
colino
tessuti da tingere
cucchiaio
sale (opzionale)

Metodo

Sbucciare le cipolle e riporre le bucce nella pentola.
Coprire le bucce con acqua.
Portare ad ebollizione e lasciar bollire per circa un’ora (la vostra casa odorerà di zuppa di cipolle, vi consiglio di azionare la cappa).
Lasciare le buca ammollo per due giorni (opzionale, ma vi permetterà di estrarre tutto il colore dalle buca di cipolla).

Bagnare i tessuti che si vogliono tingere con acqua calda (fate attenzione che siano tutti ugualmente bagnati).
Togliere le bucce dall’acqua usando un colino.
Intingere i tessuti nell’acqua colorata e togliere tutte le bolle d’acqua aiutandosi con un cucchiaio.
Mettere su fuoco basso per circa un’ora stando sempre vicini e attenti che non manchi l’acqua (nel caso mancasse perché evaporata, togliere dal fuoco e continuare col prossimo passo).
Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare per uno o due giorni.
Togliere tessuti dalla pentola, sciacquare con acqua fredda e lasciar asciugare al sole.

tinture naturali

Questa è la prima volta che provo a tingere dei tessuti con delle piante (ho provato con le uova da piccola, quando ancora le mangiavo, per pasqua, ma sono sempre stati die disastri). Ho intenzione di provare a raggiungere quel bellissimo ocra di cui vi parlavo, magari con della curcuma, ma vorrei anche provare altre piante e frutti. Vi aggiornerò sulle mie avventure.



Plumcake alle carote vegan – Ricetta

giovedì, maggio 17th, 2018

L’estate sembra non arrivare più quest’anno (vedi le nostre stories su Instagram). La sto aspettando, ma le do tutto il tempo che le serve. Io e Roberto avevamo pianificato di passare la giornata nell’orto, ma purtroppo, dopo l’ennesima notte di pioggia, abbiamo dovuto rimandare. Per fortuna quest’acqua rende le nostre piantine felici e nutrite di tutto quel che hanno bisogno. Così abbiamo fatto quel che ci piace fare di più: siamo stati in cucina tutta la mattina e fra le altre cose abbiamo creato una ricetta per una bellissima, leggera e speziata torta di carote vegana.

Plumcake carote

Plumcake alle carote vegan
(uno stampo di 20 cm)

100 g farina integrale
100 g farina bianca “00”
140 g zucchero di canna
250 g carote grattugiate
16 g (un sacchetto) di lievito in polvere
150 g latte di avena non zuccherato
50 g olio di semi
un pizzico di sale
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di curcuma in polvere (opzionale)

Preriscalda il forno a 180 °C.
In una terrina grande mischia le farine, lo zucchero, il lievito, il sale e le spezie.
In un’altra terrina versa il latte di avena e l’olio di semi.
Versa la miscela liquida agli ingredienti asciutti e mischia finché si è creato un impasto omogeneo.
Aggiungi le carote grattugiate e incorporale all’impasto.
Ricopri il fondo e i lati di una forma per plumcake/pane da 20 cm con la carta da forno.
Versa l’impasto nella forma e inforna per circa 40 minuti.
Controlla con uno stuzzicadenti che l’interno del plumcake sia asciutto e sforna.
Lascia raffreddare e servi, se vuoi accompagnato da una spolverata di zucchero a velo o un po’ di panna vegana e un caffè o un té.

Plumcake carote



Come fare il latte di mandorla in casa

mercoledì, aprile 25th, 2018

Tra le alternative vegetali al latte preferisco latte di avena e latte di mandorla. Il latte di avena è quello che compro più spesso perché meno costoso, mentre il latte di mandorla lo faccio in casa, in cinque minuti. E’ molto meno costoso di quello del supermercato e butto anche un imballaggio in meno nella spazzatura.

In questo post vi voglio spiegare passo passo come faccio il latte di mandorla in casa. Questa volta mi aiuto con un video, spero sia chiaro e non esitate a pormi domande nei commenti o in privato.

latte di mandorla

Latte di mandorla fatto in casa
1 litro

100 g mandorle sgusciate
1 l acqua naturale (del rubinetto va benissimo)
2-3 datteri (opzionale)
1/2 cucchiaino di estratto puro di vaniglia (opzionale)
un pizzico di sale

Il latte di mandorla è interamente personalizzabile. C’è chi lo beve semplice, c’è chi aggiunge datteri e vaniglia come me, e c’è chi aggiunge cacao per fare la cioccolata (buonissima tra l’altro!). Questa è la ricetta che per i miei gusti crea un latte di mandorla gustoso, ma non troppo dolce.

Incominciate col mettere ammollo le mandorle sgusciate per almeno 2-3 ore (potete lasciarle anche tutta la notte, in modo da poter preparare il latte al mattino).

Scolate le mandorle e versatele in un frullatore aggiungendo l’acqua, i datteri, l’estratto di vaniglia e il sale.

Frullate per circa due minuti (così da sfruttare tutto il potenziale gusto della mandorla).

Mettete lo scolino su una grossa ciotola e coprite lo scolino con un panno da cucina pulito.

Versate il latte dal frullatore nello scolino ricoperto e chiudere il panno prendendolo dai quattro angoli. Strizzate tutto il latte contenuto nel panno.Versate il latte ottenuto in una bottiglia aiutandovi con un imbuto.

Il latte di mandorla è pronto!

Suggerimento: con la pasta di mandorle rimasta si possono creare dei biscotti o dei crackers.



Vegan Banana Bread – Ricetta

domenica, aprile 22nd, 2018

Quando Roberto lavorava nella piccola lunchroom della cittadina dove abitavamo in Olanda, quando andavo a trovarlo ordinavo sempre il banana bread. Era una versione con molti più ingredienti e molto più costosa da ricreare. Alcuni ingredienti qui sono proprio introvabili, quindi ci siamo dati da fare per creare una versione altrettanto buona, ma molto più facile da ricreare.

Gli ingredienti sono semplici e trovate quasi tutti gli ingredienti in qualsiasi supermercato. Abbiamo provato e riprovato la ricetta finché abbiamo raggiunto la perfetta combinazione (non troppo asciutto, non troppo molliccio, non troppo dolce,..). Ecco qui il risultato:

banana bread

banana bread

banana bread

Vegan Banana Bread
(uno stampo di 20 cm)

125 g farina integrale
125 g farina “00”
5 banane mature
1 sacchetto (16 g) lievito in polvere
200 ml latte di avena
50 g gocce di cioccolato fondente vegan
1 cucchiaio di semi di lino macinati
una manciata di noci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio di sciroppo d’agave

Preriscaldare il forno a 180 °C.
In una ciotola grande versare le due farine, il lievito, i semi di lino, la cannella e lo zenzero, le gocce di cioccolato e le noci e mischiare. Questo è il composto asciutto.
In un’altra ciotola grande, spezzettare quattro delle cinque banane. Schiacciare grossolanamente le banane con l’aiuto di una forchetta o della frusta (vedi video). Aggiungervi il latte di avena e lo sciroppo d’agave. Questo è il composto umido.
Versare il composto umido nel composto asciutto e incorporare mischiando con una forchetta, un cucchiaio o una frusta.
Versare l’impasto in uno stampo da pane o torta precedentemente coperto con carta da forno e livellare.
Tagliare la banana rimasta in metà seguendo la lunghezza e decorarvi la torta (vedi video e foto).
Infornare per 50 minuti. Controllare di tanto in tanto.
Sfornare e lasciare raffreddare prima di servire.



come fare dei vasetti biodegradabili con i rotoli della carta igienica

mercoledì, aprile 11th, 2018

Fare dei piccoli vasetti biodegradabili per seminare le vostre erbe o le piantine da poi trapiantare nell’orto è facilissimo. Bastano dei rotoli di carta igienica (potete usare anche i rotoli di carta da cucina) finiti, delle forbici, della terra e i semi che volete utilizzare.

Io uso questi vasetti per seminare i pomodori. All’inizio li tengo sul balcone di casa, portandoli dentro la sera a causa delle temperature ancora troppo basse. Una volta che la piantina sarà forte abbastanza, la trapianterò nell’orto.

Cominciate col piegare il rotolo a metá seguendo la lunghezza, poi piegate il rotolo nell’altro verso formando un quadrato(vedi foto)

Tagliate il rotolo a metà (vedi foto).

Tagliate i quattro angoli del rotolo per un terzo della lunghezza (circa 2 cm, vedi foto).

Piegate il lembo che avete più vicino a voi verso l’interno del rotolo, poi piegate quello a sinistra, quello sopra, finendo con quella a destra. Quando piegate quest’ultimo fate passare l’angolo superiore del lembo sopra il lembo sopra, mentre infilate l’angolo inferiore del lembo destro sotto quello inferiore. In questo modo i lembi si bloccheranno e staranno fermi e reggerà il peso del terriccio.

I vostri vasetti sono pronti!

 



Il primo trimestre – gravidanza vegana

lunedì, aprile 9th, 2018

Se mi seguite su Instagram, avrete visto che io e Roberto aspettiamo un piccolino o una piccolina. Evviva! Qui sul blog voglio approfondire come sto vivendo questa gravidanza, dal punto di vista nutrizionale, ma anche personale (emotivo e fisico). Se avete domande, non esitate a scrivermi!

Una gravidanza vegana viene vista da molti come recante pericoli, ma vi assicuro che è perfettamente possibile, sicuro, ed estremamente salutare se mamma e papà hanno una conoscenza nutrizionale di base, e hanno approfondito l’argomento nutrizione vegetale.

gravidanza

Bene, passiamo alla mia esperienza personale.

L’inizio.

Ero sicura di essere incinta, ma era troppo presto per un test. Avevo mal di testa, un mal di testa leggero, ma incessante. Ero stanca, troppo stanca. Lo sentivo e pensavo di essere pazza (avevo da poco avuto un aborto spontaneo e teoreticamente era alquanto improbabile che fossi già incinta). Eppure, la mattina dell’8 gennaio l’ennesimo test risultò positivo.

Sintomi.

Mi considero una delle più fortunate, leggendo le esperienze di altre donne su internet. Inizialmente, come ho detto, avevo solo degli interminabili mal di testa, fastidiosi più che dolorosi.

La stanchezza estrema è il primo sintomo forte che ho avuto. Stanca da quando mi svegliavo, nonostante mangiassi equilibrato, integrale e soprattutto.. tanto! Nonostante dormissi dalle 8 alle 10 ore a notte, nonostante non facessi orari strani al lavoro. Ho cominciato ad addormentarmi sul divano verso le 20.30 ogni giorno, e a svegliarmi più tardi che mai, lavoro permettendo. Sono stata stanca per circa due mesi, e verso le 11-13 settimane la stanchezza ha cominciato ad attenuarsi. E ora, per fortuna, sono più energica di prima!

La nausea ha cominciato a farsi sentire verso la fine del primo mese, proprio fino alla fine del terzo. Sentivo nausea tutto il giorno, tutti i giorni, ma non mi lamento, perché non ho mai rimesso e non era cosí terribile da non permettermi di avere una vita normale.

Fame. A differenza di molte altre ragazze, la fame è stata uno dei miei primi sintomi. I primi tre mesi ho mangiato più “schifezze” del solito, anche se comunque mi sono saputa trattenere nei confronti di quel che il mio cervello mi implorava di mangiare. Nonostante la nausea avevo sempre fame, mentre adesso che sono quasi al quinto mese, ho smesso di strafogarmi, mentre leggo di molte altre donne che cominciano proprio ora. Sono fatta al contrario.

Voglie & Ribrezzi

Ho avuto una sola voglia fino ad adesso. Più che bisogno assoluto di mangiare quella cosa, è un continuo pensare “avrei voglia di.. fragole”. Menomale che sono in stagione e ne sto mangiando a tonnellate.
Anche di ribrezzi ne ho avuto solo uno significativo. Persiste ancora adesso, passato il quarto mese: il disgusto nei confronti della cipolla rosolata e del soffritto. Solo a pensarci mi viene il voltastomaco. Oltre a quello, prediligo i cibi freddi, soprattutto le verdure, a quelli caldi. Quando cuciniamo, che sia pasta, sugo, zuppa, riso,.. ho il voltastomaco. Ma questo non mi trattiene dal mangiare, alla fine come gusto mi piace tutto.

Riflessioni.

Prima di rimanere incinta, forse già da quando ero bambina, sognavo come sarebbe stato esserlo (credo di non essere l’unica). Stranamente, per molto tempo, ho anche avuto una specie di paura di, prima o poi, avere un corpo estraneo dentro il mio.
Ma tutto è risultato essere diverso da quel che mi aspettavo: la nausea non era poi cosí terribile, le voglie non sono così irresistibili, ma soprattutto la connessione tra mamma e figlio è unica. Altroché un corpo estraneo, ho dentro il mio amore, il nostro amore, e non vedo l’ora di crescerlo per questi mesi a venire.



Granola a Cioccolato e Cannella – Ricetta

sabato, marzo 3rd, 2018

“Nothing in nature blooms all year long, so don’t expect yourself to do so either”.

Febbraio per me è sempre stato un mese di calma e introspezione. Non trovo molta energia per uscire e andare all’avventura, cosa che solitamente faccio durante il resto dell’anno. In fondo, come in natura, anche noi abbiamo bisogno di staccare la spina ogni tanto, e questo mese mi da la possibilità di fare proprio questo.

Ma è arrivato Marzo, e nonostante si sia presentato portando tanta neve, mi sento fresca, pronta per ricominciare a fotografare e scrivere, a produrre e immaginare. Da ieri piove, così stamattina ho deciso di ricreare una delle mie ricette più classiche e semplici, ma calorose e nutrienti (e golose): la granola a cannella e cioccolato.

Aggiungendo noci e nocciole questa granola diventa deliziosamente invernale e perfetta da gustare in queste mattinate fredde. Potete conservare questa granola per un bel po’ in un barattolo, ma sono sicura che non durerà a lungo.

Granola al Cioccolato (& Cannella)
(per cica 800 gr., vedi foto)

350 gr avena in fiocchi
150 gr noci miste (anacardi, noci, nocciole)
200 gr uvetta
1 cup semi di lino tritati
½ cup olio di cocco (o olio di semi)
30 gr cioccolato puro (vegano)
2 cucchiai cannella
2 cucchiai di cacao in polvere
3 cucchiai sciroppo di agave

Mettete l’uvetta in ammollo per almeno 10 minuti. Scolare e mettere da parto in una ciotola.
Preriscaldate il forno a 160 °C.
Tagliate le noci in pezzetti più piccoli usando un coltello da cucina ben affilato su un tagliere.
In una ciotola grande mischiate i fiocchi di avena, le noci, semi di lino, cannella e cacao.
Se l’olio di cocco non è sciolto a causa della temperatura fredda, mettetelo in un pentolino e fatelo sciogliere, oppure mettete brevemente il contenitore su un termosifone.
A questo punto aggiungete l’olio di cocco e lo sciroppo d’agave al miscuglio e mischiate bene. 

Coprite una teglia abbastanza grande con della carta da forno e versate la granola sulla teglia sparpagliando bene.
Infornate e cercate di controllare ogni 5 minuti per assicurarvi che non si bruci.
Dopo 15 minuti potete aggiungere l’uvetta, che così non si brucerà.
Lasciate cuocere ancora 5 minuti. Nel frattempo tagliate il cioccolato fondente a pezzettini, sempre con un coltello affilato.
Sfornate la teglia e lasciate raffreddare per una decina di minuti. Quando la granola è fredda, aggiungete il cioccolato.
Assicuratevi che sia completamente fredda prima di metterlo in un barattolo, dove o potrete conservare per almeno una settimana.



5 profili vegan Instagram da seguire

giovedì, febbraio 1st, 2018

Il mio social media preferito è indubbiamente Instagram (mi trovate come @theeveningglow). Anni fa ho deciso di non seguire più persone che mi fanno sentire immeritevole, brutta, incapace, o qualunque altra emozione negativa, e devo dire che ciononostante rimangono tantissime persone che condividono foto e storie meravigliose, senza farmi sentire uno schifo. Tante persone che affrontano la vita in maniera  positiva, e il veganismo con tanta felicità e/o condividono il loro stile di vita zero-waste senza giudicare. Ecco, ho deciso di cominciare a condividere con voi alcuni dei miei profili preferiti.

Oggi vi presento i miei profili vegan preferiti, quelli con le foto che mi fanno sognare di luoghi sperduti, di paesi tropicali, di mango, papaya e avocado, di verdura appena raccolta dall’orto, di bambini sani e felici, di movimento e natura. Seguo queste donne (e alcuni uomini) perché mi fanno sentire felice, mi fanno venir voglia di intraprendere cose nuove, e a volte riescono a trasformare una giornata “no” in una giornata okay,  solo attraverso una foto. Anche io vivo in un posto isolato e sperduto, ma completamente diverso dal loro, anche io ho un orto, ma qui crescono verdure diverse, anche io raccolgo e mangio tanta frutta, ma non quella tropicale, ed è questo che non mi fa sentire loro “rivali”, ma più come amiche lontane (tragicamente, con alcune probabilmente non parlerò mai, haha).

Ellen Fisher (@ellenfisher) – Probabilmente verrà nominata in ogni singolo mio articolo su Instagram. E’ la mia musa da mesi (se non anni), mi fa sentire bene, mi tira su di morale, mi ispira e mi da idee geniali! Ellen vive nelle Hawaii, insieme a suo marito Andrew e i loro figli Elvis e Sandy (+ uno in arrivo prestissimo). E’ vegana, le piace stare all’aria aperta e muoversi, ha il proprio orto completo di una compostiera perfetta creata dal marito. E’ attenta agli sprechi e consapevole del fatto che dobbiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente il più possibile. Bene, probabilmente la conoscevate già, se no, andata subito a dare un’occhiata al suo profilo e al suo canale YouTube.

Jessie Snyder (@_faringwell) – Quanto mi mette di buon umore questa ragazza! Quando filma le stories mi mette sempre l’allegria. Spesso “ci porta” con lei al mercato, oppure filma come riorganizza la sua dispensa o come crea una ricetta. La sua cucina è bellissima e super-organizzata: un sogno! E le sue ricette oltre ad essere sane, fanno venire l’acquolina in bocca.

Sammantha Fisher (@sfisherx) – E’ una bravissima e coraggiosissima fotografa. Non ama far vedere il proprio volto, ma da un volto a tutti gli animali che soffrono per finire sui nostri piatti. Spesso visita allevamenti di bovini o suini che andranno a finire al macello, fotografando gli sguardi di quegli esseri innocenti che non vogliono far altro che vivere. Bravissima!

Malin (@goodeatings) – Anche lei mi mette sempre di buon umore. E’ una ragazza molto calma e gentile. Fa delle foto brillanti, piene di profondità e colore. Il suo cibo ti riempie di gioia, perché pieno di colori e super-nutriente.

James Aspey (@jamesaspey) – Da seguire su tutti i social media! Spiega perfettamente perché una persona diventa vegana (e gli altri lo dovrebbero diventare). E’ un esempio per tante persone e riesce a confrontare tranquillamente i più agguerriti carnivori, speso convincendoli della loro ipocrisia. Da quando mio padre ha cominciato a seguirlo su Facebook, si è aperto molto di più al dialogo nei miei confronti al punto da arrivare a dire che ho ragione e che dovremmo tutti essere vegani.

Quali profili vegan mi consigliate di seguire? A proposito, se non mi seguite ancora mi trovate cliccando qui.



Biscotti con gocce di cioccolato vegan

martedì, gennaio 30th, 2018

Quando ho voglia di biscotti preferisco sempre quei bei biscotti con le gocce di cioccolato, preferibilmente più grandi del palmo della mia mano. In Olanda li vendevano in qualche caffè, ma solitamente costavano un occhio della testa, e mi ricordo di averli trovati alcuni fantastici al supermercato qui in Italia da piccola, ma sicuramente non erano vegani. Così alcuni giorni fa mi sono messa all’opera in preda ad un attacco di fame chimica, ed ecco il risultato: dei bei biscotti enormi, pieni zeppi di cioccolato (magari non si vede dalle foto, ma sono praticamente 50% cioccolato). Perfetto, no?

biscotti cioccolato

Biscotti alle gocce di cioccolato 
(ca. 15 pezzi)

2/3 cup zucchero di canna
2 1/2 cup farina bianca tipo “00”
2/3 cup olio di cocco, sciolto
2/3 cup latte di avena non zuccherato
alcune gocce di estratto di vaniglia puro
1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di lievito istantaneo in polvere
un pizzico di sale
ca. 100 g di gocce di cioccolato fondente vegano

Preriscaldate il forno a 180 C.
In una ciotola abbastanza grande mischiate farina, zucchero, bicarbonato, lievito e sale.
In un’altra ciotola versate olio di cocco, latte di avena e l’estratto di vaniglia.
Pian piano incorporate gli ingredienti liquidi a quelli secchi, mischiando con una forchetta, finché si forma un impasto bello compatto e omogeneo. Se l’impasto è troppo asciutto, aggiungete un pochino di latte d’avena. Se, invece, è troppo umido, aggiungete un po’ di farina.
Coprite una teglia con un pezzo di carta da forno.
Fate delle piccole palline di impasto di circa 3 cm di diametro e disponetele ben distanti l’una dall’altra sulla teglia (si scioglieranno, quindi gli serve spazio). Io divido questo impasto in due teglie, per essere sicura non di tocchino i biscotti quando sono cotti.
Infornate per circa 12-15 minuti. Controllate la cottura di tanto in tanto.
Sfornate e fate raffreddare prima di servire.

biscotti cioccolato




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